Come fai a sapere quando Facebook è lo strumento giusto per promuovere la tua attività?

Iniziamo con alcuni dati.

  • 28 Milioni di Italiani usano Facebook ogni mese
  • Il 60% degli utenti di Facebook ha PIU’ di 35 anni
  • Quasi 20 milioni di italiani usano quotidianamente Facebook da Smartphone

COME PUOI “INTERCETTARE GLI UTENTI SU FACEBOOK”?

Come sarebbe farti vedere SOLO a quelli interessati ai tuoi prodotti e servizi? Quando Facebook è la soluzione “giusta” per promuoverti usando al meglio il tuo budget?

1 UN TARGET PRECISO

Facebook è in grado di profilare i propri utenti in maniera straordinariamente dettagliata, consentendo agli inserzionisti di indirizzarsi a un pubblico preciso. Perciò funziona al meglio quando ci si rivolge a un target ben preciso di potenziali clienti. Tanto per fare qualche esempio, il titolare di un ristorante rivolto soprattutto a una clientela di turisti potrebbe decidere di indirizzare il suo annuncio solo a chi è in viaggio nella sua località. Gli sviluppatori di una app per incontri romantici potrebbero selezionare un’audience di soli single. Un’università che offre master post-laurea potrebbe rivolgersi solo a utenti con un certo grado di istruzione e un determinato iter di studi. Non si può poi ignorare il potenziale social e virale di Facebook: nel momento in cui una persona mette mi piace al nostro annuncio o lo condivide, lo sottoporrà all'attenzione dei suoi amici, tra i quali ci sono buone probabilità che ce ne sia qualcuno con i suoi stessi interessi o con un profilo simile. In questo modo, le potenzialità dell'azione di targeting vengono addirittura moltiplicate.

2 BISOGNI INESPRESSI

Google da un lato, è l’ideale quando ci troviamo di fronte a un’utenza che è già consapevole di un bisogno e che è in grado di esprimerlo attivamente, compiendo una ricerca sul web. Quindi per promuovere una attività che è precisamente definita da una ricerca su internet:

  • Un bisogno forte e preciso dei clienti
  • Una chiara occasione di acquisto
  • Pochi curiosi...

La capacità di Facebook di segmentare il pubblico con precisione lo rende invece perfetto per una situazione opposta: convincere qualcuno che ancora non sa di avere bisogno del mio prodotto. Ho inventato un nuovo programma di fitness femminile che per ovvi motivi nessuno ancora conosce. Ben pochi, in questo caso, cercheranno il mio prodotto - un manuale, un videocorso, un corso dal vivo - sui motori di ricerca. Il bisogno, in questo caso, non è solo inespresso: ancora non esiste. In un caso simile, non posso aspettare che sia il cliente a trovarmi, ma sono io a doverlo trovare, incuriosire, informare e convincere. Posso farlo con Facebook Ads perché conosco già il mio target: le persone di sesso femminile che sono interessate allo sport, al proprio stato di salute e a essere in forma. Dato che però questo pubblico non ha ancora idea di come funzioni il mio programma, sarà difficile venderglielo direttamente, solo perché hanno visto il mio annuncio. È invece necessario instaurare una relazione progressiva, costruendo step dopo step prima un interesse e poi un bisogno, fino ad arrivare allo scopo.

3 GESTIRE QUESTI CONTATTI

Prima di tutto, è necessario attirare l’attenzione del potenziale cliente. Lo si può fare anche per vie traverse, senza per forza parlare del mio prodotto, ma parlando dello stesso universo di riferimento. Nell’esempio riportato, con un articolo con cinque consigli al femminile per mantenersi in forma, all’interno del quale si potrà poi accennare al nostro programma di fitness. Oppure possiamo attirarlo in modo più diretto, con un video dimostrativo, regalando il primo capitolo di un nostro ipotetico manuale, con un coupon di prova. In cambio potremo chiedere qualcosa, come iscriversi a una newsletter o lasciarci i suoi dati. In questo modo abbiamo la possibilità di dare un seguito alla prima interazione. E di porre le basi per un percorso che sfoci nel processo di acquisto. Inviando mailing list che forniscano ulteriori informazioni e incuriosiscano ancora di più il potenziale cliente, per esempio. In poche parole, facendo lead nurturing, ovvero coltivando quell’interesse iniziale, scaturito dall’annuncio. Certo, si tratta di un processo più lungo di quello che avremmo pubblicizzandoci su Google per esempio con AdWords. Per forza di cose, anche il tasso di conversione sarà più basso. Ma in quel caso ci rivolgevamo a qualcuno “già convinto”. In questo, siamo in grado di raggiungere un pubblico altrimenti irraggiungibile e di creare letteralmente un bisogno ex novo.

4 BRAND AWARENESS

Secondo una serie di studi, le persone passano molto più tempo sulle proprie bacheche di Facebook che sulle pagine di ricerca di Google. Facebook, inoltre, è uno strumento molto più informale e diretto. Per questo motivo, c'è un ulteriore caso in cui Facebook Ads funziona bene: creare brand awareness, ovvero far conoscere un brand nel suo complesso. Se vogliamo semplicemente promuovere un marchio e l'immaginario a esso collegato, Facebook può essere lo strumento ideale. Una volta individuato il target di riferimento, dà infatti la possibilità di coinvolgerlo in maniera intensiva e personale. Questo, invece, è molto più difficile con Google, il cui uso è più frettoloso e focalizzato, lasciando quindi poco spazio alla creazione di un immaginario.

QUANDO USARE FACEBOOK?

È meglio usare Google o Facebook per promuovere la mia attività? Come accade spesso, la risposta è: dipende. Il che non deve lasciare con l'amaro in bocca chi pensava di dover archiviare per sempre tale dubbio. Perché in realtà questo non va visto come un dubbio, ma come un'opportunità. A seconda delle mie esigenze, ho due (potentissimi) strumenti a disposizione, ognuno perfetto per affrontare un certo tipo di situazione. Abbiamo detto che Google AdWords individua i miei potenziali clienti in base a quello che cercano, mentre Facebook Ads lo fa tenendo a mente chi sono e quali sono i loro interessi. AdWords, perciò, è l'ideale quando il mio prodotto è qualcosa che viene attivamente cercato da un utente che già è consapevole di averne bisogno: quella che si crea è una dinamica pull, in cui il cliente non ha bisogno di essere spinto all'acquisto, ma è anzi lui stesso a dichiarare di essere pronto e di voler ricevere un'offerta convincente. Facebook Ads, di contro, è perfetto se ho bene in mente il mio pubblico, che però non è ancora conscio di questo bisogno. Quella che si crea è una dinamica di tipo push, in cui sono io a dover "spingere" il cliente verso il mio prodotto.

UNA NECESSARIA AUTOANALISI

Per scegliere se usare Facebook oppure Google, allora, è necessario partire da se stessi e fare un po' di autoanalisi. Per decidere quale delle due soluzioni è quella giusta, bisogna porsi una serie di domande:

  • Chi sono, o meglio qual è l'identità della mia attività?
  • Quali sono i miei obiettivi?
  • Che cosa offro?

E, non meno importante: 

  • a chi lo offro?
  • Offro un prodotto o servizio di cui la gente ha già bisogno e che viene cercato sul web? Allora farò meglio ad affidarmi a Google AdWords, creando un annuncio ad hoc con le giuste keyword e costruendo una landing page strutturata in modo da ottimizzare subito il lead.
  • Ho un pubblico ben preciso, ma la mia proposta non è altrettanto ben delineata nella mente della gente? Allora dovrei provare con Facebook Ads, strutturando un percorso che porti dal lead alla predisposizione all'acquisto.

È quindi fondamentale, per promuovere un'attività sul web e sui social in maniera corretta, avere raggiunto un certo grado di consapevolezza, tanto della propria identità che delle proprie esigenze.

di Gabriele Lovera, Responsabile Commerciale